domenica 11 ottobre 2009

Una domenica di Ottobre

Dentro ognuno di noi il tempo non esiste nello stesso modo nel quale ci hanno insegnato a misurarlo.
La mente ha la meravigliosa capacità di farne cio che vuole, non limitandosi soltanto a rileggerlo ha la
libertà di andare oltre, fino a quando noi non decidiamo di tornare fuori, facendo sempre una scelta.
Possiamo chiamarli sogni, oppure, illusioni.

4 commenti:

Unknown ha detto...
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Unknown ha detto...

oscillante tra il si e il no, direi quasi un po' insicura ma...cedo per il si, sono solo parole che scorrono, a volte escono, a volte scappano, a volte sono sepolte in fondo, a volte rimangono in un limbo a metà, tra il divenire e lo svanire, condannate ad esistere ma a non avere una forma. diamo loro una chance per stavolta, sono state a lungo senza essere lette da nessuno.

Il bambino guardò il vecchio e non si riuscì a trattenere:
-"perchè più cresco e più il presente è sempre un misto di passato e futuro? La mia mente si sposta continuamente fra i ricordi e i domani."

- "Vedi, più cresciamo e più siamo dei collezionisti di tempo. Il prima e il dopo si fondono qui, in quel punto dentro che a volte riesci a vedere.. prova, se chiudi forte gli occhi puoi quasi sentirlo, a volte vorresti toccare tutto quel tempo che hai dentro e allora allunghi la mano ma ti accorgi di non arrivarci. e allora per un attimo ti basta guardare e tutto è di nuovo limpido ed è così vicino.. fino a che non ti torna quel formicolio, di nuovo quella voglia irresistibile di toccarlo....c'è chi quel punto lo chiama presente ma non fidarti di chi dice di essere riuscito a tenerlo fra le mani. La sua bellezza sta quasi tutta nel modo in cui riesce a sfuggirci ... poi...se ci pensi bene ... non si è mai visto qualcuno essere attratto da ciò che è raggiungibile.
Siamo fatti di tempo, siamo fatti di sogni, siamo fatti di illusioni, siamo fatti dei ricordi che sono stati e che saranno, sono l'unica cosa che possiamo possedere veramente oltre i confini."

Il vecchio si voltò e vide il bambino impegnato a chiudere gli occhi per cercare di vedere quel punto, allora chiuse gli occhi a sua volta e rimasero così, rivolti verso il sole, l'uno col volto radioso nella brama e curiosità di quelli che un giorno sarebbero diventati ricordi, l'altro col volto solcato di una dolce malinconia, modellato da quei tempi diversi che chiamiamo vita.

0ffstage ha detto...

GRAZIE ;)

Unknown ha detto...

e di che? magari riuscissi più spesso a trovare il coraggio di non tenere al buio quelle macchioline di inchiostro

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